Fondo Carlo Belli

Carlo Belli (Rovereto 1903 Roma 1991)

Il Fondo

Estremi cronologici

1870 2015

Consistenza

Buste, cartelle, scatole, album, opere pittoriche e disegni incorniciati.
Insieme alle grandi opere pittoriche e ai disegni di Carlo Belli e alle opere pittoriche del padre Arturo Belli, circa 10.000 documenti tra manoscritti, blocchi di appunti, diari di viaggio, cartoline postali, lettere, fotografie, spartiti, materiali pubblicitari; anche le 32 bobine degli originali microfilm dell’intero archivio Carlo Belli realizzati dal Paul Getty Museum.
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Storia archivistica

Il fondo è arrivato alla FSP nel 2013 per conferimento al Fondo di Dotazione della Fondazione da parte di Sergio Poggianella, contestualmente allAtto Costitutivo della stessa.
1999-2004 Giannantonio Morghen, collezionista trentino, acquista a più riprese, in occasione delle fasi di sgombero della villa del Casaletto prima da Paola Zingone (moglie di Carlo Belli) e successivamente, alla sua morte, dagli eredi di lei il suddetto fondo.
2005-2007 Sergio Poggianella allora titolare della galleria darte Transarte di Rovereto, già in possesso di opere grafiche e pittoriche di Belli acquista personalmente il fondo in due riprese: prima le opere pittoriche e grafiche, poi il materiale documentario in blocco.
2007-2008 Sergio Poggianella informa il MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto presso il cui Archivio del ‘900 esisteva già un Fondo Carlo Belli, in parte acquistato dalla Provincia Autonoma di Trento, in parte donato da Paola Zingone, in parte donato da Giuseppe Appella della suddetta acquisizione; il MART, attraverso la propria collaboratrice Mirella Duci, ne prende visione e ne inizia a stendere i primi elenchi per accertarne l’interesse archivistico.
2009 Per il tramite di una convenzione fra la Transarte e la Facoltà di Lettere e filosofia dellUniversità di Trento, la stagista Isabella Merler avvia linventariazione della corrispondenza familiare.
2010 Per conto della Transarte, Walter Bonaventura e Micaela Maria Sposito redigono gli elenchi di versamento e la trascrizione della corrispondenza familiare.
2011-2013 Il Comune di Rovereto istituisce la Fondazione Museo Civico di Rovereto – trasformando l’ente in una fondazione di diritto privato, che eredita la gestione e la missione dello storico museo – e la FSP viene accolta come socio fondatore versando, a corrispettivo delle quote sociali previste, un nucleo di opere pittoriche di Carlo Belli (perizia di Maurizio Scudiero presso il Tribunale di Rovereto).
2013 Sergio Poggianella conferisce il corpus di materiale documentario di Carlo Belli al Fondo di Dotazione della FSP, contestualmente all’Atto Costitutivo della stessa.
2013-2014 La FSP perfeziona, attraverso una convenzione, il deposito del suddetto fondo (comprensivo di un inventario di consistenza) presso la Fondazione Museo Civico di Rovereto con due obiettivi: evitarne la frammentazione (o addirittura la dispersione) e promuoverne la digitalizzazione per la consultazione pubblica.
2014-2016 Grazie a un progetto co-finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, e svolto in collaborazione con la Fondazione Museo Civico di Rovereto e il MART, i tre nuclei complementari dei fondi sono virtualmente integrati in un Archivio Digitale, articolato in tre sezioni: Manoscritti, Fotografie, Bibliografia.
2026 Sergio Poggianella perfeziona lacquisto di unulteriore parte di archivio e lo dona alla FSP.

Descrizione

Il fondo documentario della FSP è in buono stato di conservazione, si trova attualmente in deposito presso la Fondazione Museo Civico di Rovereto, ed è consultabile attraverso il sito tematico della Fondazione Museo Civico di Rovereto Archivio Digitale Carlo Belli e il CIM del MART


Sintesi dellinventario integrato

  • Fondo ordinato da Carlo Belli, 1892 2015 (Serie Bel.1)
  • Attività di critico e pubblicista, 1930 1999 (Serie Bel.2)
  • Corrispondenza varia (Serie Bel.3)
  • Documentazione a stampa, 1920 2002 (Serie Bel.4)
    Articoli di Carlo Belli, 1920 1991
    Articoli vari, 1920 2002
    Ritagli stampa, 1920 2002
    Materiali a stampa, 1921 1993
  • Scritti vari, 1920 1990 (Serie Bel.5)
    Scritti di Carlo Belli, 1920 1990
    Scritti di altri, 1930 1990
  • Archeologia e Magna Grecia, 1893 2001 (Serie Bel.6)
  • Musica, 1950 (Serie Bel.7)
  • Documentazione familiare e personale, 1870 1996 (Serie Bel.8)
    Corrispondenza, 1916 1993
    Fotografie, 1870 1996
    Attività artistica
    Materiali di viaggio, 1900 1992
    Cartoline illustrate non viaggiate, 1900 1900
    Volantini, guide e materiale turistico, 1920 1992
    Documentazione varia, 1917 1979
  • Documenti amministrativi, 1941 1994 (Serie Bel.9)
  • Documenti raccolti da Paola Zingone, 1978 2001 (Serie Bel.10)
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Carlo Belli, La Barca degli Argonauti (part.), 1977, pastello a olio su tavola, cm50.6 × 60 ©FSP

CRONACA DI UNA MENTE ASTRATTA

LApostolo dellInvisibile
Se il Futurismo era stato il ruggito del motore, Carlo Belli è il silenzio matematico che ne segue. Nato a Rovereto in un clima di frontiera intellettuale, Belli non è stato solo un critico, ma un vero e proprio “regista” delle avanguardie. È colui che ha preso larte italiana per le spalle, scrollandola dal peso del figurativo e della polvere accademica per spingerla nel freddo (ma lucidissimo) regno dellastrazione.

Le Origini e la Formazione (1903-1925)

Nascita Carlo Belli nasce a Rovereto il 6 dicembre 1903. Allepoca la città è ancora parte dellImpero Austro-Ungarico, un dettaglio non trascurabile che conferirà a Belli quella “forma mentis” mitteleuropea, fatta di ordine e rigore intellettuale.
Famiglia È figlio di Arturo Belli e Luigia Fait, sorella dello scultore Carlo Fait e zia di Fausto e Renata Melotti. La musica entra prepotentemente nella sua vita fin dallinfanzia: il padre lo avvia agli studi pianistici e del violino, che Belli perfezionerà al Conservatorio di Parma. Questa educazione allarmonia e al contrappunto sarà la chiave di volta di tutta la sua futura estetica pittorica.
Contesto Roveretano Cresce in una città che è un laboratorio davanguardia. È cugino di Fausto Melotti e amico stretto di Fortunato Depero. Sebbene affascinato dal dinamismo futurista, Belli comincia presto a cercare una via più “mentale” e meno rumorosa allarte.

Le Radici: LAsse Rovereto-Milano
Belli cresce respirando laria elettrica della Rovereto del primo Novecento, ma è il trasferimento a Milano a cambiare tutto.
Diventa il fulcro della Galleria del Milione in via Brera per una “resistenza estetica” contro il ritorno allordine del regime fascista.
Mentre Depero cercava il dinamismo nella forma, Belli cercava la forma nel numero e nellarmonia musicale. Per lui larte non doveva “rappresentare”, doveva “essere”.

Il Giornalismo e lIncontro con lAstrazione (1926-1934)

Lapprodo a Roma e Milano Dopo brevi studi di Giurisprudenza a Roma, si dedica anima e corpo al giornalismo. Scrive per Il Brennero e successivamente per Il Popolo di Roma.
Il Gruppo del Milione Nei primi anni ‘30 si stabilisce a Milano. Qui diventa il teorico di punta della Galleria del Milione. Insieme a Gino Ghiringhelli, Mauro Reggiani, Luigi Veronesi e al cugino Melotti, dà vita al primo vero nucleo dell’astrattismo italiano, in aperta polemica con il “Novecento” sarfattiano e il ritorno al figurativo.
Il Dialogo Internazionale Belli è lunico critico italiano capace di dialogare alla pari con i giganti europei. Corrisponde con Vassily Kandinsky, Jean Arp e Léonce Rosenberg, portando lItalia al centro del dibattito internazionale sul superamento della realtà fenomenica.

1935: La Bibbia dellAstrazione
Non si può capire Belli senza il suo saggio fondamentale, «Kn» del 1935: «Larte non è più lo specchio della natura, ma una nuova natura che si aggiunge alla precedente.»
Questo libro fu definito da Vassily Kandinsky come «la Bibbia dellarte astratta». In unItalia che voleva dipingere contadini e battaglie, Belli scrive un manuale di ribellione geometrica. «Kn» è lincognita algebrica: rappresenta larte che si libera dal soggetto per diventare puro spirito e pura forma.

LApice Teorico. Lera di “Kn” (1935-1945)

La Pubblicazione Nel 1935 pubblica per le Edizioni del Milione il saggio «Kn». Il titolo richiama una formula algebrica, lincognita di unarte che rifiuta il “mondo visibile” per farsi “mondo possibile”.
La Tesi Belli sostiene che larte debba essere “musica per gli occhi”, regolata da rapporti numerici e ritmi spaziali. Il libro diventa istantaneamente il manifesto dellastrazione italiana, lodato da Kandinsky come “il miglior libro sullarte moderna mai scritto”.
Gli Anni della Guerra Durante il conflitto, Belli mantiene una posizione di distacco intellettuale. Continua a scrivere, ma il clima politico e bellico soffoca le aspirazioni dellastrattenza. Si rifugia in una riflessione più intima che lo porterà, nel dopoguerra, verso nuovi lidi.

LAnima Polifonica
Belli è stato un intellettuale totale, difficilmente inscatolabile.
Era critico musicale. La sua formazione musicale è la chiave di tutto. Per lui un quadro astratto deve funzionare come una fuga di Bach: non ha bisogno di un “racconto”, ma di una coerenza interna di ritmi e contrappunti.
Era innamorato della Magna Graecia. Nel dopoguerra, Belli si dedica con passione quasi religiosa allarcheologia del Sud Italia. Fondò il Convegno di Studi sulla Magna Grecia a Taranto. Poteva sembrare un ritorno al passato, ma per lui era la ricerca della stessa “purezza classica” che trovava nei quadri bianchi di Fontana o nelle sculture filiformi di Melotti.

Il Dopoguerra. Tra Archeologia e Magna Graecia (1946-1980)

La Svolta Mediterranea Nel dopoguerra Belli sorprende molti tornando a guardare allantico. Ma non è un tradimento dellastrazione: per lui, la perfezione di un tempio dorico e la purezza di un quadro di Mondrian sono la stessa cosa.
Il Convegno di Taranto Nel 1961 fonda il Convegno di Studi sulla Magna Grecia a Taranto, di cui sarà anima e presidente per decenni. Trasforma la città pugliese nel centro mondiale degli studi sullantichità classica, vedendo nelle radici elleniche lorigine della “purezza della forma” che aveva cercato in gioventù.
Attività Critica Continua a collaborare con le maggiori testate italiane (Il Tempo, La Stampa) e a curare mostre che ripercorrono la storia dellastrattismo, difendendo sempre il primato dellintelligenza sulla narrazione.

Il Rigore e lEleganza
Belli è il teorico della “scelta rigorosa”. In un mondo di immagini ridondanti, lui predicava la sottrazione. Diceva spesso che lartista astratto è come un matematico che non ha bisogno di vedere tre mele per capire il numero «3». Poi recupera le radici classiche come forma di “nuovo umanesimo”.
Era un uomo di uneleganza intellettuale rara, capace di parlare di un tempio dorico e di un collage di Balla con la stessa precisione millimetrica.

Gli Ultimi Anni (1981-1991)

Il Ritorno Ideale a Rovereto Negli anni ‘80 Belli avverte l’esigenza di sistematizzare la sua immensa eredità. Nonostante viva a Roma, mantiene un legame viscerale con la sua terra dorigine.
Morte Si spegne a Roma il 16 marzo 1991, alletà di 87 anni.

LEredità Documentaria

Larchivio di Carlo Belli, conservato per decenni nella villa romana del Casaletto e microfilmato integralmente dal Getty Center di Los Angeles nel 1987, è oggi un patrimonio suddiviso in tre nuclei complementari che compongono lArchivio Digitale Carlo Belli:
FSP Fondazione Sergio Poggianella (deposito a lungo termine presso la FMCR)
FMCR Fondazione Museo Civico di Rovereto
MART Archivio del ‘900

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