Fondo Virgilio Marchi

Virgilio Marchi (Livorno 1895 Roma 1960)

Il Fondo

Estremi cronologici

1935 1955

Consistenza

Cartelle, album, opere grafiche e pittoriche incorniciate.
Complessivamente 743 unità tra: disegni, bozzetti e schizzi di scenografie e costumi, oltre alle tavole di progetto per la ricostruzione di interni, per produzioni cinematografiche italiane 51 titoli realizzate tra il 1935 e il 1955; per la maggior parte si tratta di documenti inediti.
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Storia archivistica

Il fondo è arrivato alla FSP nel 2013 per conferimento al Fondo di Dotazione della Fondazione da parte di Sergio Poggianella, contestualmente allAtto Costitutivo della stessa; ulteriori opere grafiche/pittoriche sono state acquisite da Sergio Poggianella attraverso acquisto presso Case dAste e conferite alla FSP.
1984-1985 Sergio Poggianella, titolare della Galleria Fonte dAbisso di Modena, acquista dagli eredi di Virgilio Marchi un corpus di circa 1500 opere relative alle fasi ideative e progettuali per la realizzazione di film italiani tra il 1928 e il 1955.
1989-1990 Costituitasi la Fonte dAbisso Arte di Milano con lingresso di ulteriori soci, il nucleo originario delle opere diventa patrimonio della nuova società.
1995 Nellambito del 48° Festival Internazionale del Film a Locarno grazie alla collaborazione tra la Fonte dAbisso Arte di Milano, la direzione del Festival e il Centro Sprimentale di Fotografia di Roma parte di questo nucleo originario viene esposto alla mostra “Virgilio Marchi. Il Cinema”, curata da Alberto Farassino e allestita nella Pinacoteca Comunale Casa Rusca dal 3 al 13 agosto; nelloccasione viene pubblicato lomonimo catalogo, sempre a cura di Farassino e con scritti di Marco Muller, Alfredo Bini, Mario Verdone e Vincenzo Dal Prato.
2000-2001 Recedendo Sergio Poggianella dalla Fonte dAbisso Arte di Milano per costituire la Contemporanea Arti e Culture attraverso la quale focalizzare in modo più coerente i propri rinnovati interessi verso larte contemporanea nei paesi extraeuropei -, il patrimonio societario viene diviso tra i soci e la metà di quel nucleo di opere per il Cinema di Virgilio Marchi ritorna nella proprietà di Sergio Poggianella.
2013 Sergio Poggianella conferisce il corpus delle 695 opere di Virgilio Marchi al Fondo di Dotazione della FSP, contestualmente all’Atto Costitutivo della stessa; nelloccasione il fondo viene ordinato.
2023 Sergio Poggianella dona alla FSP un ulteriore nucleo di 48 opere, che vanno ad integrare le unità del Fondo Virgilio Marchi.

Descrizione

Il fondo documentario della FSP è in buono stato di conservazione, si trova attualmente in deposito presso la FSP, ed è consultabile facendone richiesta a info@fondazionesergiopoggianella.org


STRUTTURA DELLINVENTARIO

  • Milizia territoriale, regia di Mario Bonnard (1935) Serie Marchi.1
  • Non ti conosco più, regia di Nunzio Malasomma (1936) Serie Marchi.2
  • I due sergenti, regia di Enrico Guazzoni (1936) Serie Marchi.3
  • Un matrimonio proibito, non realizzato (1936) Serie Marchi.4
  • La regina della scala, regia di Guido Salvini e Camillo Mastrocinque (1936) Serie Marchi.5
  • Condottieri, regia di Luis Trenker (1937) Serie Marchi.6
  • Sono stato io!, regia di Raffaello Matarazzo (1937) Serie Marchi.7
  • Il Conte di Brechard, regia di Mario Bonnard (1937) Serie Marchi.8
  • La conquista dellaria, regia di Romolo Marcellini (1939) Serie Marchi.9
  • Pia de Tolomei, regia di Esodo Pratelli (1941) Serie Marchi.10
  • La corona di ferro, regia di Alessandro Blasetti (1941) Serie Marchi.11
  • Un pilota ritorna, regia di Roberto Rossellini (1942) Serie Marchi.12
  • Quattro passi tra le nuvole, regia di Alessandro Blasetti (1942) Serie Marchi.13
  • Luisa Sanfelice, regia di Leo Menardi (1942) Serie Marchi.14
  • I tre Moschettieri, film non realizzato (1942) Serie Marchi.15
  • Maria Malibran, regia di Guido Brignone (19421943) Serie Marchi.16
  • Sempre più difficile, regia di Piero Ballerini (1943) Serie Marchi.17
  • L’avventura di Annabella, regia di Leo Menardi (1943) Serie Marchi.18
  • La fornarina, regia di Enrico Guazzoni (19431944) Serie Marchi.19
  • Lacrime di sangue, regia di Guido Brignone (19431944) Serie Marchi.20
  • Desiderio, regia di Roberto Rossellini e Marcello Pagliero (19431945) Serie Marchi.21
  • Trentanni di servizio, regia di Mario Baffico (1945) Serie Marchi.22
  • Film russo, non realizzato (19461947) Serie Marchi.23
  • Sperduti nel buio, regia di Camillo Mastrocinque (1947) Serie Marchi.24
  • Dove sta Zazà?, regia di Giorgio Simonelli (1947) Serie Marchi.25
  • Cielo sulla palude, regia di Augusto Genina (1949) Serie Marchi.26
  • Marechiaro, regia di Giorgio Ferroni (1949) Serie Marchi.27
  • Margherita da Cortona, regia di Mario Bonnard (19491950) Serie Marchi.28
  • Francesco giullare di Dio, regia di Roberto Rossellini (1950) Serie Marchi.29
  • Il nido di falasco, regia di Guido Brignone (1950) Serie Marchi.30
  • Un ladro in Paradiso, di Domenico Paolella (1951) Serie Marchi.31
  • Umberto D., regia di Vittorio De Sica (19511952) Serie Marchi.32
  • La presidentessa, regia di Pietro Germi (1952) Serie Marchi.33
  • Europa ‘51, regia di Roberto Rossellini (1952) Serie Marchi.34
  • Don Camillo, regia di Julien Duvivier (1952) Serie Marchi.35
  • Art. 512 codice penale, regia di Leonardo Cortese (1952) Serie Marchi.36
  • Eran trecento, regia di Gian Paolo Callegari (1952) Serie Marchi.37
  • Sul ponte dei sospiri, regia di Antonio Leonviola (1952) Serie Marchi.38
  • Perdonami, regia di Mario Costa (19521953) Serie Marchi.39
  • Donne proibite, regia di Giuseppe Amato (1953) Serie Marchi.40
  • Stazione Termini, regia di Vittorio De Sica (1953) Serie Marchi.41
  • Lamante di Paride, regia di Marc Allégret (1954) Serie Marchi.42
  • I Cavalieri dell’Illusione, regia di Marc Allégret con Edgar Ulmer (1954) Serie Marchi.43
  • Pietà per chi cade, regia di Mario Costa (1954) Serie Marchi.44
  • Ti ho sempre amato!, regia di Mario Costa (1954) Serie Marchi.45
  • La vecchia signora, regia di Emma Gramatica e Piero Ballerini (1954) Serie Marchi.46
  • Le due orfanelle, regia di Giacomo Gentilomo (1954) Serie Marchi.47
  • I tre ladri, regia di Lionello De Felice (1955) Serie Marchi.48
  • La figlia di Mata Hari, regia di Renzo Merusi e Carmine Gallone (1954) Serie Marchi.49
  • La tua donna, regia di Giovanni Paolucci (1955) Serie Marchi.50
  • Il Bigamo, regia di Luciano Emmer (1955) Serie Marchi.51
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Virgilio Marchi, Scenografia «I cavalieri dellillusione» (part.), 1954, tempera su carta, cm 33 × 42 ©FSP

CRONACA DI UNO SPIRITO DINAMICO

Il Visionario della Linea Lirica
Se il Futurismo di Sant’Elia era stato il sogno di una metropoli d’acciaio e cemento, Virgilio Marchi fu la mano che piegò quelle linee rigide per infondervi ritmo e poesia.
Marchi non fu solo un architetto, ma un “coreografo della materia”. È colui che ha preso lo spazio scenico italiano e lo ha liberato dalla bidimensionalità del fondale, trasformando il mattone in un’emozione plastica, vibrante e perennemente in movimento.

Le Origini e la Formazione (1895-1919)

Nascita Virgilio Marchi nasce a Livorno il 21 gennaio 1895. Cresce in una Toscana che, pur legata alla tradizione, inizia a sentire i fremiti delle avanguardie che salgono da Firenze.
Famiglia e Primi Studi Dimostra precocemente un talento per il disegno tecnico e lornato. Si diploma allIstituto Tecnico di Livorno e allAccademia di Belle Arti di Lucca. È qui che inizia a maturare lidea che ledificio non sia un guscio statico, ma un organismo vivente.
Contesto Bellico La Grande Guerra interrompe i suoi primi passi professionali, ma il fronte diventa paradossalmente un luogo di riflessione sulle geometrie della distruzione e sulla necessità di ricostruire un mondo nuovo, più veloce e coraggioso.

Le Radici: LAsse Livorno-Roma
Marchi respira laria ribelle di Livorno, ma è lincontro con Filippo Tommaso Marinetti a Roma a segnare la svolta definitiva. Si stabilisce nella Capitale e diventa una figura chiave della seconda fase del Futurismo. A differenza dei milanesi, Marchi porta un tocco di “barocco futurista”, dove la linea retta cede il passo alla curva ellittica.
Qui approda alla Casa dArte Bragaglia: il legame di amicia e di intesa professionale tra Virgilio Marchi e Anton Giulio Bragaglia sarà profondissimo. Ed è qui, attraverso lincontro con Luigi Pirandello, che avviene il passaggio di Marchi dalla teoria futurista pura a una pratica scenografica e architettonica “lirica”, capace di dialogare con la complessità psicologica del teatro pirandelliano.

Dal Futurismo all’Architettura Lirica (1920-1930)

Il Manifesto Nel 1920 pubblica il “Manifesto dellArchitettura Futurista Dinamismo plastico”, che riprende e amplia leredità di SantElia. Per Marchi, larchitettura deve essere “lirica”, ovvero capace di trasmettere uno stato danimo attraverso la forma.
La Casa dArte Bragaglia e il Teatro degli Indipendenti Nel 1921 Anton Giulio Bragaglia incarica Virgilio Marchi di realizzare la nuova sede della sua Casa d’Arte con annesso teatro recuperando le antiche terme attribuite a Settimio Severo in via degli Avignonesi a Roma.Il “Teatro degli Indipendenti” è un capolavoro di scavo e reinvenzione: trasforma un sotterraneo romano in un antro davanguardia dove la luce e le pareti curve sfidano ogni logica accademica.
Luigi Pirandello e il Teatro Odescalchi Lincontro tra Marchi e Pirandello avviene nel ‘sotterraneo’ e fecondo del “Teatro degli Indipendenti”, dove il 21 febbraio 1923 debutta “L’uomo dal fiore in bocca” (latto unico più breve di Pirandello, scritto nel 1922 su esplicita richiesta di Bragaglia, che desiderava un testo per il suo nuovo spazio davanguardia). Affascinato dalle nuove possibilità espressive e spaziali cercate da Marchi, vide in lui larchitetto ideale per dare corpo alla sua visione di un teatro moderno e “non convenzionale”. Da qui la decisione di Pirandello di affidare a Marchi, nel 1924, la ristrutturazione delle scuderie di Palazzo Odescalchi per fondare il Teatro dArte di Roma: una nuova architettura per il rinnovamento della drammaturgia italiana.
Il Teatro, tra Architetture e Scene Tra il 1925 e il 1930, lavora assiduamente per il Teatro sia come architetto, portando sempre un segno di modernità estrema in contesti storici(tra gli altri, il teatro di Fiuggi e il restauro del Teatro Goldoni a Livorno), sia in qualità di scenografo, creando alcuni dei suoi interventi più validi (per Pirandello alTeatro dArte e al Teatro Argentina, ed anche per il teatro dellOpera).
Il Cinema In questo periodo Virgilio Marchi fa il suo primo incontro con il cinema: nel 1927 la Popolo Film gli commissiona 6 bozzetti scenografici con rappresentazioni di scorci di una grande città per “Pamela divorziata” di Pietro Solari; ma il progetto rimane sulla carta.

1924: LArchitettura del Futuro
Non si può capire Marchi senza il suo testo teorico fondamentale “Architettura Futurista”, pubblicato nel 1924: «Larchitettura non è più larte del costruire, ma larte di organizzare le masse in movimento nello spazio.»
Questo libro è il manuale per un mondo che non vuole più stare fermo. Mentre lItalia scivola verso il monumentalismo di regime, Marchi propone città che sembrano cristalli pronti a esplodere o navi che solcano la terra. La sua “incognita” è la forza centrifuga.

L’Apice Creativo. Lo Spazio Scenico (1930-1945))

Il Dialogo con la Macchina Pur celebrando la modernità, Marchi non è uno schiavo della tecnica. Corrisponde con i maggiori esponenti dellavanguardia europea, ma rivendica una specificità italiana fatta di “genio plastico” e plasticità mediterranea.
La Scenografia come Architettura Totale In questo periodo Marchi comprende che il cinema, come già il teatro, è il vero laboratorio dellarchitettura moderna. Non potendo costruire città intere, ne costruisce le anime sul set, dove lo spazio è finalmente libero dai vincoli della gravità.
Il debutto “vero” al Cinema Nel 1935 debutta nel mondo della scenografia del Cinema italiano, collaborando con grandi maestri come Mario Bonnard, Enrico Guazzoni, Alessandro Blasetti e Roberto Rossellini.

Il Visionario del Cinema
Considerato uno dei padri della scenografia cinematografica italiana, per lui, locchio della macchina da presa era lo strumento definitivo per esplorare la profondità dinamica che teorizzava da giovane. Lunga e prolifera la sua carriera di sperimentazione e adattamento dei caratteri scenografici teatrali alla recente arte, su circa sessanta film.
Questa proficua esperienza costituirà, per oltre ventanni, le fondamenta della sua attività di insegnante: Marchi ha educato generazioni di scenografi a non limitarsi ad arredare una stanza, ma a “costruirne latmosfera”.

Il Dopoguerra. Tra Cinema e Insegnamento (1946-1960)

I Capolavori del Cinema Firma le ricostruzioni ambientali e i costumi per i maggiori autori, tra cui i neorealisti Roberto Rossellini (“Europa51” e “Francesco giullare di Dio”), Vittorio De Sica (“Stazione Termini” e Umberto D“) e Pietro Germi (”La Presidentessa“).
LAttività Critica: Non smette mai di scrivere e teorizzare: numerosi i suoi interventi critici su, tra gli altri. ”
La Gazzetta del Popolo“, ”La Nazione“, ”Il Secolo“ e ”La fiera letteraria". Difende la libertà creativa contro ogni burocratizzazione dellarte, mantenendo fino alla fine lo spirito polemico e vitale del primo futurismo.
LInsegnamento Nell’ultimo ventennio della sua vita, gli onori alla sua longeva professione di urbanista, architetto e scenografo e costumista, si concretizzano nell’elezione a ruoli di primo piano nell’insegnamento: direttore dell’Istituto d’Arte di Siena, docente alla Reale Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e all’Istituto d’Arte di Venezia; dal 1951 fino al sopraggiungere della sua morte, insegna Scenografia al Centro Sperimentale di cinematografia a Roma.

Il teorico della "linea che canta
In unepoca di razionalismo ortodosso e facciate piatte, Virgilio Marchi predicava il volume convesso. Diceva spesso che l’architetto è come un musico che non dispone di note, ma di volumi dombra e di luce. Ha saputo recuperare la classicità non come copia del passato, ma come “spirito costruttivo” perenne.

Gli Ultimi Anni (1960)

Morte Si spegne a Roma il 30 aprile 1960, alletà di 65 anni.

LEredità Documentaria

FSP Fondazione Sergio Poggianella
MBA Museo Biblioteca dellAttore | Genova
GNAM Galleria Nazionale di Arte Moderna | Roma
GAM Galleria dArte Moderna | Roma
ACS Archivio Centrale dello Stato | Roma
Fondazione CSC Centro Sperimentale di Cinematografia | Roma

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