Sipaho a rilievo per la divinazione
- Denominazione
- Sipaho a rilievo per la divinazione
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- Strumento divinatorio
- Nome locale
- мэлхийн тавцан Melhii tavtsan (mongolo)
- Datazione
- sec XIX
- Area Geografica
- Mongolia
- Materiali e Tecnica
- Legno intagliato e dipinto; inclusa serie di n° 4 tavole circolari intercambiambili e n° 1 tavola rettangolare su carta pressata con stampa a matrice disegno miniato e ritocco manuale (inchiostri nero e rosso e pigmenti minerali)
- Dimensioni
- cm 13.8 x 35.8 x 39 (il supporto) - cm 7.5 / cm 14 / cm 11.5 / cm 9.5 (il diametro delle tavole circolari) - cm 7.5 x 20 (la tavola rettangolare)
- N. Inventario
- FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2208-2213
NOTE
Questo oggetto è un Sipaho (Srid-pa-ho), diagramma cosmologico/geomantico/apotropaico, in rilievo: è costituito infatti da un Zurkhai-ïn tavtsan letteralmente un ‘supporto per tavole astrologiche’ in legno scolpito e dipinto che rappresenta la Tartaruga Primordiale e, fatto estremamente raro, è pervenuto con i suoi dischi rituali intercambiabili. Si tratta quindi di un oggetto della tradizione astrologica tibetana (nag rtsis) trasmessa in contesto lamaico mongolo. Documenta un livello elevato di competenza e una pratica professionale altamente specializzata, probabilmente in ambiente monastico itinerante.
Il set è composto da:
Supporto ligneo scolpito e dipinto di forma ovalizzata che rappresenta Rus sbal, la Tartaruga Primordiale, creatura cosmica che funge da supporto dell’universo e matrice del diagramma astrologico. Nella cosmogonia astrologica mongolo-tibetana, la Tartaruga Primordiale è un’emanazione del Bodhisattva della Saggezza, Manjushri: questi assunse la forma di una tartaruga dorata per rivelare i segreti della divinazione elementale sul monte Wu Tai Shan, in Cina; avrebbe trafitto la tartaruga con la sua spada (o con frecce magiche) e dal corpo dell’animale sarebbero emersi i principi che regolano l’universo, rendendo quindi la tartaruga la ‘fondazione’ del mondo materiale (chags pa’i rus sbal). In questo esemplare la tartaruga è rappresentata distesa sul dorso, con le zampe estese: nel suo ventre piatto rivestito di seta, il Cuore, dove si alloggiano i dischi per la divinazione; intorno i dodici animali dello Zodiaco che regolano il tempo ciclico di 60 anni; al cerchio successivo, le quattro zampe della tartaruga che indicano le Direzioni Intermedie (Nord-Est, Sud-Est, Sud-Ovest, Nord-Ovest) e le Stagioni, i ‘pilastri’ del mondo che stabilizzano i cicli; le zampe hanno una sorta di promanazione in cinque dita in cinque colori differenti che rappersentano i cinque Elementi (Rosso-Fuoco come Trasformazione, Blu-Acqua come Purificazione, Verde-Legno come Crescita, Giallo-Terra come Stabilità e Nutrimento, Bianco-Metallo come Precisione e Fermezza); queste ‘dita’ o ‘pioli’ si moltiplicano lungo tutto il perimetro a proteggerne lo spazio più interno e preservarne l’armonia cosmica. Il capo della Tartaruga Primordiale ha un volto dai tratti antropomorfi, con occhi grandi e una bocca che mostra i denti in un’espressione che è al tempo stesso feroce e protettiva; identifica la direzione del Sud, rappresenta il Fuoco ed è associata all’Estate, tre indicatori di massima espansione dell’energia vitale; se le zampe inchiodano le influenze negative, la testa le incenerisce attraverso l’energia del fuoco del Sud. All’opposto la coda che identifica il Nord, l’elemento Acqua e l’Inverno; l’asse verticale crea l’equilibrio termico e spirituale della dimora che ospita l’oggetto.
Disco del Quadrato Magico (I) rappresenta il ‘motore’ matematico e simbolico dell’intero sistema astrologico mongolo: è un mandala cosmogonico organizzato in tre livelli concentrici che integrano numerologia, elementi naturali e cicli temporali. Al centro esatto si trova una griglia con i Nove Mewa (in tibetano sme ba dgu), i numeri magici che regolano il karma e l’energia vitale di un individuo. La stuttura matematica che regola la griglia è scientificamente nota come Quadrato Lo Shu, rispetto al quale ogni numero è associato a un colore, a un elemento e a un “Specchio” che riflette aspetti della vita: 1 Bianco-Metallo-Medicina, 2 Nero-Acqua/Terra-Sogni, 3 Blu-Acqua-Medicina Oceanica, 4 Verde-Legno-Naga (Spiriti), 5 Giallo-Terra-Stabilità (Dio della Guerra), 6 Bianco-Metallo-Re, 7 Rosso-Fuoco-Montagna, 8 Bianco-Metallo-Divinità (Dio del Paese), 9 Rosso-Fuoco-Prosperità. La griglia è ‘incorniciata’ da Rus-sbal, la Tartaruga Primordiale. Attorno, la corona degli Otto Parkha (Trigrammi), derivati dalla tradizione dell’I-Ching e adottati nel sistema mongolo: ognuno è formato da tre linee, continue (Yang, attive) o spezzate (Yin, passive) e rappresenta gli otto fenomeni naturali fondamentali (Cielo, Terra, Acqua, Fuoco, Tuono, Vento, Montagna, Lago) e le direzioni cardinali; i Trigrammi hanno la funzione di bilanciare le influenze ambientali della dimora, garantendo che l’energia interna fluisca senza ostacoli. La corona più esterna del disco ospita i Dodici Animali dello Zodiaco (lo Skor bcu nyis), che determinano il ciclo di 60 anni del calendario; secondo l’orientamento Mongolo, il ciclo inizia convenzionalmente con la Lepre (posizionata solitamente a ore 9) e gli altri animali (Drago, Serpente, Cavallo, Pecora o Capra, Scimmia, Uccello o Gallo, Cane, Maiale, Topo, Bue e Tigre) si susseguono in senso orario; ogni animale governa un anno specifico e, combinato con uno dei cinque elementi, definisce la natura energetica del tempo vissuto.
Disco del Quadrato Magico (II), come sopra. I segni di un’usura accentuata fanno ipotizzare che si tratti di un disco dismesso e sostituito dall’esemplare precedente.
Disco di Rahula, il Protettore Planetario, al di là dell’ottima fattura dell’intervento pittorico, rappresenta un complemento indispensabile del set poiché trasforma un diagramma matematico in una presenza divina protettiva. Il corpo della divinità, di colore blu fumo scuro tendente al nero, è interamente ricoperto da occhi aperti che rappresentano la vigilanza assoluta di Rahula, capace di vedere ogni azione e ogni movimento planetario nell’universo; nella mitologia, ogni occhio è una ferita o una bocca che osserva le infrazioni ai giuramenti spirituali. Nella metà Inferiore, la Coda di Serpente che si attorciglia in spire e che lo identifica come un essere di natura semi-rettiliana (Naga), quindi legato alle energie sotterranee e acquatiche che influenzano la stabilità della terra e la salute umana (tradizionalmente, a Rahula sono attribuiti disturbi improvvisi come ictus o paralisi, visti come ‘colpi planetari’). La divinità è ritratta nell’atto di scagliare una freccia con un arco ricurvo: questo perché Rahula non è un protettore passivo; egli scaglia le sue frecce contro gli ostacoli del Dharma e contro chi disturba l’ordine cosmico (la freccia è puntata verso l’esterno per proteggere il praticante che utilizza il set). Presenta inoltre tre occhi (inclusa la visione della saggezza) e una bocca spalancata che rivela zanne. La capigliatura è fiammeggiante e rivolta verso l’alto, simbolo della sua energia distruttrice dell’ego.
Disco per il Calcolo dei cicli temporali e delle affinità elementali trasforma l’arte in scienza della previsione. Si leggono chiaramente i nomi delle costellazioni (Gyukar) e le combinazioni tra i numeri del quadrato magico (Mewa) e i trigrammi (Parkha). Il disco è diviso in settori radiali che intersecano diverse corone circolari: quella esterna contiene annotazioni fitte in grafia tibetana (U-chen), probabilmente i 60 anni del ciclo Rabjung, i giorni del mese lunare o le ore del giorno; quella intermedia presenta simboli numerici e abbreviazioni degli elementi (Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua); al centro il foro con il cordino rosso suggerisce che questo servisse da lancetta/puntatore per misurare le distanze tra i diversi segni zodiacali sulla placca principale.
Tavola del Quadrante Astrologico ad allineamento presenta due diagrammi circolari distinti, ognuno con una funzione specifica nella costruzione di un oroscopo o nella scelta di una data favorevole. Il Quadrante di Sinistra (Cicli dei Mantra e Parametri) è un disco testuale di scrittura tibetana che contiene le variabili fisse (i nomi delle costellazioni, i nomi dei giorni e le formule di invocazione necessarie per “attivare” il calcolo), il puntatore (il filo di seta viola fissato al centro funge da lancetta per selezionare il settore testuale pertinente al momento del calcolo). Il Quadrante di Destra (Calendario Planetario e Lunare) presenta una simbologia molto più complessa: al suo interno si nota un arco (richiamo diretto a Rahula, il signore dei pianeti) e una testa di divinità o demone che presiede a una specifica direzione; la corona esterna riporta numeri (da 1 a 30), che corrispondono quasi certamente ai giorni del mese lunare; la fascia intermedia è divisa in settori colorati (giallo, blu, rosso, verde, bianco), che corrispondono ai cinque elementi e servono a calcolare le affinità tra il giorno corrente e l’elemento di nascita del consultante.
Tutti gli elementi del set concorrono a definire questo Sipaho come un dispositivo di protezione cosmica che trasforma la conoscenza astratta dell’universo in uno strumento tangibile per garantire il benessere e la longevità della persona/comunità edstinataria della pratica divinatoria.
BIBLIOGRAFIA
Namsrain Tsultem, Mongolian Traditional Art: Patterns and Symbols, State Publishing House, Ulaanbaatar 1986
Namsrain Tsultem, Mongolian Arts and Crafts, State Publishing House, Ulaanbaatar 1987
Philippe Cornu, Tibetan Astrology, Shambhala Publications, Boston 1997
David Sneath, “Astrologers and Diviners among the Mongols”, in Inner Asia, Vol. 5, N°. 2, Brill, Leiden 2003
Petra Maurer, Donatella Rossi, Rolf Scheuermann (a cura di), Glimpses of Tibetan Divination: Past and Present, Brill, Leiden-Boston 2019