Yama Dharmaraja (Signore della Morte)
- Denominazione
- Yama Dharmaraja (Signore della Morte)
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- Scultura Lignea Devozionale
- Datazione
- inizio sec XX
- Area Geografica
- Mongolia
- Materiali e Tecnica
- Legno intagliato e policromo
- Dimensioni
- cm 13.3 x 9.8 x 3
- N. Inventario
- FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2216
NOTE
La piccola scultura – gli storici dell’arte le definiscono spesso “icone plastiche monossili” in quanto ricavate da un unico pezzo di legno – rappresenta uno dei “Dieci Terribili” (Doksit), i potenti “Protettori della Legge” (Dharmapala) particolarmente venerati nel Buddhismo mongolo. Nello specifico si tratta di Yama Dharmaraja, “Il Signore della Morte”: figura rossa con testa di toro, dotata di tre occhi fiammeggianti e corna azzurre. Yama è il giudice supremo del Karma: cavalca (o calpesta) un toro/bufalo di colore ocra, il quale a sua volta schiaccia una figura umana. Questa gerarchia di sottomissione è tipica dell’iconografia mongola del periodo. La decorazione puntiforme dorata sulle vesti e sul corpo dell’animale indica una cura miniaturistica, volta a simulare i tessuti preziosi o le scintille di energia rituale.
Rispetto alla statuaria tibetana centrale, queste sculture mongole mostrano una predilezione per l’espressività quasi “fumettistica” e grottesca, tipica dell’arte destinata ai monasteri delle steppe o alle cappelle nobiliari itineranti. Non sono semplici oggetti estetici, ma “veicoli di potenza”. Venivano attivati tramite la consacrazione per fungere da guardiani attivi dell’altare.
Ottimo lo stato di conservazione: la policromia è vivida, con minime perdite di pigmento coerenti con l’età e la manipolazione rituale.
BIBLIOGRAFIA
Jacques Kouzmine, Les Arts Populaires de Mongolie, Éditions Findakly, Paris 1979
AA. VV., Mongolyn Ardiin Urlag, Ulaanbaatar Fine Arts Museum / State Publishing, Ulaanbaatar 1982
Françoise Pommaret, Buddhist Art of Mongolia, Éditions du Patrimoine, Paris 2003