Vajra (Dorje) a cinque punte
- Denominazione
- Vajra (Dorje) a cinque punte
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- n.d.
- Datazione
- fine sec XVIII
- Area Geografica
- Mongolia
- Materiali e Tecnica
- Bronzo dorato con patina d'uso
- Dimensioni
- cm 12.2 x 4.2
- N. Inventario
- FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2198
NOTE
Il Vajra (in tibetano Dorje) in bronzo dorato rappresenta lo strumento rituale per eccellenza del Buddhismo Vajrayana, letteralmente il “Veicolo del Diamante” o della “Folgore”. Insieme alla campana (Ghanta), il Vajra costituisce la coppia liturgica fondamentale: se la campana rappresenta la saggezza (femminile), il Vajra simboleggia il metodo e la compassione (maschile). La sua struttura ‘a diamante’ indica ciò che è indistruttibile e immutabile.
L’oggetto è perfettamente simmetrico e ogni sua parte racchiude un preciso significato dottrinale.
Le Cinque Punte Da ogni lato, quattro punte ricurve si uniscono a una punta centrale dritta: rappresentano i Cinque Buddha della Saggezza e la trasformazione dei cinque veleni (odio, orgoglio, desiderio, gelosia, ignoranza) nelle rispettive cinque saggezze illuminate.
Il Mozzo Centrale Il centro sferico rappresenta la natura della realtà in sé, la vacuità (Shunyata) da cui tutto emerge. Presenta un piccolo foro o segno circolare centrale che indica l’asse dell’universo.
I Fiori di Loto Le punte emergono da due basi a forma di loto a otto petali. Questi petali simboleggiano gli otto Bodhisattva e la purezza che sboccia dal fango del mondo fenomenico.
Il Makara Osservando attentamente la base delle quattro punte ricurve, si nota che queste emergono dalle fauci stilizzate di un Makara (la forza primordiale necessaria per rendere lo strumento efficace nel recidere l’illusione).
Questo esemplare si distingue per un’estetica solida e una patina dorata che ha assunto toni caldi e bruniti nei punti di maggior manipolazione. La doratura è ancora integra nelle zone protette tra i petali di loto, a testimonianza di una lavorazione di qualità superiore, tipica delle fonderie mongole che servivano i grandi monasteri. Le dimensioni lo rendono un oggetto perfettamente bilanciato per l’uso rituale prolungato, permettendo al Lama di impugnarlo con estrema agilità durante i complessi mudra delle cerimonie tantriche.
BIBLIOGRAFIA
Sushama Lohia, Lalitavajra’s Manual of Buddhist Iconography, Aditya Prakashan, Nuova Delhi 1994
John C. Huntington, Dina Bangdel, The Circle of Bliss: Buddhist Meditational Art, Serindia Publications, Chicago 2003
Dodrupchen Jigme Tenpé Nyima, On the Symbolism of the Vajra and Bell, (traduzione di Adam Pearcey), Lotsawa House, 2022 (testo originale del XIX secolo)