Zula (Lampada a burro rituale)
- Denominazione
- Zula (Lampada a burro rituale)
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- n.d.
- Datazione
- sec XIX
- Area Geografica
- Mongolia
- Materiali e Tecnica
- Rame (corpo) e ottone (bordi e giunzioni)
- Dimensioni
- cm 14 x 10.9
- N. Inventario
- FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2236
NOTE
Questa lampada è chiamata Zula (Зул) e rappresenta l’offerta costante della luce che dissipa le tenebre dell’ignoranza.
Il corpo della lampada è realizzato in rame battuto, un materiale scelto per la sua resistenza e per la capacità di riflettere calore, mantenendo il burro di yak allo stato liquido durante le lunghe preghiere. I bordi superiori e le giunzioni del fusto sono rifiniti in ottone dorato, creando un contrasto cromatico che eleva la dignità dell’oggetto. La parte centrale del supporto presenta una protuberanza globulare (simile a un vaso Bum-pa) che funge da impugnatura sicura e da elemento di equilibrio estetico tra l’ampia base a campana e la coppa superiore.
La superficie interna della coppa mostra i segni dell’ossidazione e dei residui oleosi tipici di un utilizzo cerimoniale prolungato, confermando la sua autenticità come oggetto vissuto.
Nelle cerimonie mongole, la Zula non viene mai accesa singolarmente se non per scopi privati; negli altari monastici, file di queste lampade vengono accese per rappresentare la continuità della saggezza del Buddha. Il burro fuso simboleggia la mente del praticante, mentre lo stoppino rappresenta la concentrazione; l’accensione della lampada è l’atto finale che trasforma la materia in luce spirituale.
BIBLIOGRAFIA
Nyam-Osoryn Tsultem, Mongolian Arts and Crafts, State Publishing House, Ulaanbaatar 1987
Patricia Berger, Terese Tse Bartholomew, Mongolia: The Legacy of Chinggis Khan, Asian Art Museum of San Francisco, 1995
Robert Beer, The Encyclopedia of Tibetan Symbols and Motifs, Shambhala Publications, Boston 1999