Bijin-ga (ritratto di bella donna)
- Autore
- Ichiyūsai Kuniyoshi
- Titolo
- Bijin-ga (ritratto di bella donna)
- Datazione
- 1847-1853
- Paese
- Giappone
- Materiali e Tecnica
- Nishiki-e (xilografia policroma a blocchi di legno, uno per ogni colore) su carta hosho (carta di gelso) stampata da Maruya Jinpachi
- Dimensioni
- cm 37.5 x 25.5 (formato ōban tate-e)
- N. Inventario
- FSP/2023/AET/JSU/CPA/1001
NOTE
Soggetto: Il foglio appartiene al filone degli Edo meisho bijin, tipico della produzione xilografica della prima metà dell’Ottocento. Si tratta nello specifico di una bijin-ga (ritratto di bella donna), un genere molto popolare e pubblico che celebrava la bellezza femminile, la moda e le celebrità dell’epoca. La donna indossa un raffinato kimono a scacchi marroni e rossi (motivo molto alla moda, chiamato benkei-gima): è una ‘bellezza canonica’, probabilmente una geisha o una cortigiana di alto rango; la posa è pensosa ed elegante.
L’inserto (in alto a sinistra), mostra un attore Kabuki. Dalla fascia viola sulla fronte e dalla pipa, è inconfondibilmente il personaggio di Sukeroku, il protagonista di una delle opere Kabuki più famose (Sukeroku Yukari no Edo Zakura): rappresenta l’ideale dell’uomo affascinante e cavalleresco di Edo. La xilografia crea così un parallelo tra la bellezza reale della donna e l’eroe popolare del teatro.
In alto al centro, testo corsivo, una Kyōka, poesia comica/satirica tipica del periodo Edo, scritta dal poeta Umeya: un complimento iperbolico alla bellezza della donna, messo in atto citando Kose Kanaoka (un leggendario pittore di corte del IX secolo, famoso per il suo realismo) e dicendo che nemmeno un maestro come lui potrebbe renderle giustizia; nella poesia viene inoltre menzionata Shiratama, una delle cortigiane più famose e amante dell’eroe Sukeroku nel dramma Kabuki.
INSCRIZIONI
Nel cartiglio in alto a destra (serie e titolo): 江戸自慢 (Edo Jiman) “Vanti di Edo” / 程好仕入 (Hodoyoi Shiire) “Un buon acquisto” (probabile allusione alla qualità della donna come ‘merce pregiata’ nel quartiere del piacere).
In basso a sinistra, la firma: 一勇斎國芳画 (Ichiyūsai Kuniyoshi ga), “Dipinto da Ichiyūsai Kuniyoshi”; sotto, il sigillo in rosso noto come Kiri-mon (il fiore di paulonia), spesso utilizzato come marchio distintivo del clan Utagawa. Sopra la firma, i due sigilli dei Censori (kiwame): 米良 (Mera) e 村田 (Murata); la presenza di questi due timbri certifica che la stampa è stata approvata dai censori governativi tra il 1847 e il 1853. Accanto un sigillo rettangolare che identifica l’editore: 丸屋甚八 (Maruya Jinpachi) comunemente noto come Marujin in forma abbreviata).
In alto, al centro, il kyōka), elemento essenziale che definisce l’opera come surimono destinato a circoli letterari:
金岡に (Kanaoka ni) “A (Kose) Kanaoka” /
筆とらせて (fude torasete) “se facessi prendere il pennello (per dipingere)” /
妻に似た (tsuma ni nita) “il ritratto della mia amata” /
白玉の (Shiratama no) “(sarebbe bella) come Shiratama”
梅屋 (Umeya) firma del poeta Umenoya Kakujū (Umeya è il suo gō nome d’arte), rinomato kyōka-shi (poeta di kyōka)
BIBLIOGRAFIA
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Timothy Clark, Kuniyoshi: From the Arthur R. Miller Collection, British Museum Press, London 2009
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