Bijin-ga (ritratto) e Meisho (paesaggio)
- Autore
- Utagawa Kunisada (Toyokuni III)
- Titolo
- Bijin-ga (ritratto) e Meisho (paesaggio)
- Datazione
- 1830-1840
- Paese
- Giappone
- Materiali e Tecnica
- Serie di n° 3 nishiki-e (xilografia policroma a blocchi di legno, uno per ogni colore) stampata da Maruya-Heijirō
- Dimensioni
- cm 37 x 73 (serie intera) e cm 37 x 23.3 (singola tavola, formato ōban tate-e)
- N. Inventario
- FSP/2023/AET/JSU/CPA/1002
NOTE
Soggetto: Le tre xilografie compongono una veduta orizzontale che include contestualmente la tipologia bijin-ga (ritratto di belle donne) e meisho (veduta di un luogo iconico); rappresentano quindi una serie ‘a incastro’, dove ciascuna stampa ha una propria autonomia (ognuna reca la firma dell’autore e il timbro dell’editore) e, allo stesso tempo, tutte e tre concorrono consequenzialmente al soggetto. Tutte e tre sono ambientate nel medesimo padiglione a veranda, dagli interni eleganti, che accoglie un ‘salotto di donne’ e che si affaccia sul basso corso della Sumida, ad Asakusa, un distretto dell’antica Edo.
Non è però una scena di vita quotidiana qualunque: è una rappresentazione tratta dal “Nise Murasaki Inaka Genji” (Un falso Murasaki e un Genji rustico), un romanzo illustrato popolarissimo dell’epoca (pubblicato tra il 1829 e il 1842). L’uomo in piedi nella xilografia di destra è il protagonista del romanzo: Ashikaga Mitsuuji (una parodia del Principe Genji); lo si riconosce perché è disegnato come l’ideale di bellezza maschile dell’epoca (tratti morbidi, quasi femminili) e indossa un kimono con il motivo dei Genji-kō (i simboli del gioco degli incensi associati ai capitoli del Genji Monogatari. Mitsuuji si trova in un ristorante di lusso o in una casa da tè con vista sul fiume Sumida, circondato da bellezze (cortigiane o geisha) che lo servono.
Le tre xilografie costituiscono quindi un ‘trittico concettuale’, non necessariamente stampato come trittico unico, ma serialmente coerente e progettato come sequenza ambientata nello stesso luogo.
INSCRIZIONI
Ciascuna delle tre xilografie riporta la firma dell’autore 香蝶楼国貞画 (Kōchōrō Kunisada ga), “Dipinto da Kōchōrō Kunisada”: Kunisada, anche noto come Toyokuni III, usò il nome d’arte Kōchōrō approssimativamente tra il 1825 e il 1844, fatto che asociato allo stile e al soggetto, permette di datare questa xilografia agli anni ‘30 dell’Ottocento (Periodo Tenpō). Ci sono inoltre i sigilli dell’editore 丸平 (Maru-Hei) riferito a “Maruya-Heijirō”.
In ciascuna sono presenti dei cartigli toponomastici:
nella prima, 水神社 (Suijin-sha), il santuario del dio dell’acqua sull’Isola di Mukōjima, e 木母寺 (Mokuboji), il tempio storico a sud di Mukōjima;
nella seconda, 白鬚社 (Shirahige-sha), il santuario di Shirahige, noto punto scenografico lungo la Sumida;
nella terza, 長命寺 (Chōmei-ji), il tempio famoso per i ciliegi in fiore e per i suoi Sakura-mochi, dolci di riso avvolti in foglie di ciliegio.
Questi luoghi ci confermano che la scena si svolge nella zona di Mukōjima/Asakusa, guardando verso la sponda orientale della Sumida.
Nella terza xilografia, in alto a destra, un cartiglio a forma di ventaglio che ospita, a caratteri grandi, il titolo della serie 田舎源氏 (Inaka Genji) “Il Genio Rustico” ed anche un Kyōka in testo corsivo antico molto stilizzato di cui proponiamo questa ricostruzione:
眺めつきせぬ (Nagame tsukisenu) “Una vista di cui non ci si stanca mai:” /
隅田川 (Sumidagawa) “il fiume Sumida” /
花の盛り (Hana no sakari) “nel pieno della fioritura.” /
BIBLIOGRAFIA
Richard Lane, Images from the Floating World, Kodansha International, Tokyo / New York 1978
Sebastian Izzard, Kunisada’s World, Japan Society, New York 1993
Amy Reigle Newland, The Hotei Encyclopedia of Japanese Woodblock Prints, Hotei Publishing, Leiden 2005
Andreas Marks, Japanese Woodblock Prints: Artists, Publishers and Masterworks, 1680–1900, Tuttle, Tokyo 2012
Andreas Marks, Kunisada: Imaging Drama, Leiden University / Hotei Publishing, Leiden 2016
MFA Boston, Kunisada online catalogue
British Museum London, Kunisada Prints Database