Bijin-ga (ritratto di bella donna)
- Autore
- Keisai Eisen
- Titolo
- Bijin-ga (ritratto di bella donna)
- Datazione
- 1840 ca
- Paese
- Giappone
- Materiali e Tecnica
- Nishiki-e (xilografia policroma a blocchi di legno, uno per ogni colore) su carta hosho (carta di gelso) stampata da Maruya Jinpach
- Dimensioni
- cm 37 x 24.5
- N. Inventario
- FSP/2023/AET/JSU/CPA/1005
NOTE
Soggetto: Una giovane donna, elegantemente vestita, è seduta sulla panchina di una veranda in un interno, casa da tè o negozio nei pressi del tempio. Tiene in mano un libro blu (un orihon, libro a soffietto), che potrebbe essere una guida del tempio o un libretto di preghiere oppure, dato lo stile di Eisen che rappresenta donne colte o cortigiane, un romanzo popolare.
Alle spalle della donna è visibile una parete con kakemono o kakejiku (opera pittorica o calligrafica su carta o seta, montata su un supporto flessibile) e decorazioni floreali: vi è riportato un Kyōka del rinomato poeta e narratore popolare Sakuragawa Jihinari.
In basso a sinistra compare un gallo, simbolo di alba e di tempo che passa ma anche dettaglio di genere che richiama una scena di vita quotidiana (galli e galline giravano liberi nei recinti dei templi o nelle strade di Edo).
Nella parte superiore sinistra, entro un cartiglio a forma di fiore stilizzato (sakura-gata), è rappresentata una veduta di Asakusa e della pagoda del Sensō-ji, trattata come un riquadro narrativo o come un ricordo evocato dalla donna.
La stampa unisce il genere bijin-ga (ritratto di bella donna) con il sottogenere meisho (rappresentazione di un paesaggio iconico): soggetto tipico delle serie ideate da Eisen negli anni Quaranta dell’Ottocento, dove ogni “bella” è associata a un luogo famoso, creando una poetica relazione fra identità femminile, memoria e topografia urbana. Anche l’universo stilistico e cromatico è caratteristico di Eisen: sobrietà, eleganza malinconica e raffinatezza tonale (malva-grigio-blu e ocra-marrone) conferiscono alle sue figure femminili un’aura introspettiva.
INSCRIZIONI
Nella xilografia si leggono: la firma dell’autore 渓斎英泉画 (Keisai Eisen ga) ovvero “Disegnato da Keisai Eisen”; il sigillo dell’editore 甚 (Jin) monogramma di Maru-Jin, formula abbreviata di Maruya Jinpachi; il sigillo censoriale rotondo (Kiwame) 極, timbro che fu usato fino al 1842 circa.
Nel cartiglio verticale a sinistra di colore blu, il titolo della serie 江戸名所仇競 (Edo Meisho Adakurabe) “Gara di fascino dei luoghi famosi di Edo”.
Sempre a sinistra, 浅草寺 (Asakusa-dera) e 群集 (Gunshu), letteralmente “Folla al tempio di Asakusa” indicazione toponomastica riferita alla veduta miniaturizzata nel cartiglio che indica il grande tempio buddista Sensō-ji di Asakusa, riconoscibile dalla grande porta (Kaminarimon) e dalla pagoda a cinque piani, dove si individua la folla di pellegrini.
In alto a destra, nel kakemono, una calligrafia che riporta un Kyōka, testo scritto in Kuzushiji (corsivo antico), elemento essenziale che definisce l’opera come surimono destinato a circoli letterari:
桜堂路時雨の今日は降り (Sakuradō ji-shigure no kyō wa furi) “Al Tempio dei Ciliegi, la pioggia sulla strada oggi non cessa di cadere” /
止ぬ 栞折 いとわまほしの 雪 (Yamanu / shiori-ori / itowamahoshi no / yuki) “Un momento da segnare nella memoria: (ecco) la neve incantevole”
桜川慈悲成 (Sakuragawa Jihinari) l’autore del Kyōka.
ETICHETTA
Al verso si trova un’etichetta in lingua tedesca (probabilmente apposta dall venditore).
Artista: EISEN (1790–1848).
Titolo dell’opera: Asakusadera no gunshû (Folla al Tempio di Asakusa).
Serie: Edomeisho adakurabe (Confronto di bellezze nei luoghi celebri di Edo).
Editore (Verlegermarke): Marujin.
Sigillo di censura (Zensursiegel): Kiwame.
Firma (Signatur): Ippitsusai Eisen ga (uno dei nomi d’arte utilizzati dall’autore).
BIBLIOGRAFIA
Richard Lane, Images from the Floating World, Kodansha International, Tokyo / New York 1978
Andreas Marks, Japanese Woodblock Prints: Artists, Publishers and Masterworks 1680–1900, Tuttle, Tokyo 2012
AA. VV., Keisai Eisen: Artist of the Floating World, Catalogo dell’omonima mostra, Chiba City Museum of Art, Chiba 2012
Carsten Rasch, Keisai Eisen, Berlin 2015