OUSMANE NDIAYE DAGO

Ousmane Ndiaye Dago (Senegal | Ndobene/Bambey 1951 Dakar 2006) è considerato una delle figure più originali e innovative della fotografia africana contemporanea. Dopo gli studi alla École Nationale des Arts di Dakar e all’Accademia Reale di Belle Arti in Belgio, torna in Senegal e lavora come fotografo indipendente, sviluppando molto presto una poetica assolutamente personale, lontana dal reportage e dalla fotografia documentaria tradizionale dell’Africa occidentale.
Dago è noto per le sue composizioni performative, nelle quali utilizza corpi nudi immersi in paesaggi naturali, sabbie, rocce, acque o superfici terrose. Le figure vengono organizzate come strutture geometriche viventi, talvolta in formazione ritmica, talvolta in ammassi scultorei. Ciò che distingue il suo lavoro è la capacità di trasformare il corpo in forma plastica, in segno, in texture, creando immagini a metà tra la tradizione rituale africana e la scultura contemporanea.
Negli anni ’90 e 2000 viene esposto in contesti internazionali a partire dalla “Dak’Art Biennale de l’Art Africain Contemporain” di Dakar (1998 e 2002) fino alla Biennale di Valencia (2001) e alla Biennale di Venezia (2001).
Le sue serie più note includono “Gestes et Traces”, “Corps Sculpté”, “Corps et Sables e, la più nota tra tutte. ”Femme Terre" nelle quali il corpo è trattato come ‘materia’ sensoriale, capace di riscrivere il rapporto tra uomo, natura e memoria collettiva.
Il suo approccio, spesso definito “coreografia fotografica”, ha influenzato unintera generazione di artisti dell’Africa occidentale e ha contribuito a ridefinire la fotografia africana oltre gli stereotipi del documento, della denuncia o dell’etnografia.

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