Scheda Tecnica

Maschera rituale per danza Cham di Btsan

Area Himalayana (Tibet orientale o Nepal)
sec XIX-XX
Denominazione
Maschera rituale per danza Cham di Btsan
Autore
Ignoto
Tipologia
Maschera rituale
Datazione
sec XIX-XX
Area Geografica
Area Himalayana (Tibet orientale o Nepal)
Materiali e Tecnica
Legno intagliato e policromo, pigmenti minerali (ocra, cinabro, lapislazzuli, malachite)
Dimensioni
cm 33 x 34 x 12
N. Inventario
FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2146

NOTE
Raffigura una testa di animale, forse cane, leone o ibrido felino- caniniforme. Le orecchie triangolari erette, il muso sporgente e la bocca semiaperta con denti scolpiti suggeriscono una creatura vigile ma non demoniaca. Gli occhi rotondi e sporgenti sono cerchiati di rosso e nero, con sopracciglia arcuate dipinte di verde che formano motivi a voluta.
La superficie, coperta da una patina scura e da residui di pigmento rosso e giallo, mostra tracce di usura rituale compatibili con uso prolungato in danze o processioni. L’espressione complessiva è ambivalente: tra l’aggressività e la benevolenza, tipica dei guardiani-animali delle soglie sacre.
Maschera rituale impiegata durante cerimonie monastiche o popolari, probabilmente parte di una serie di figure protettrici (btsan), spiriti guerrieri o guardiani mondani che nel buddhismo tibetano vengono ‘convertiti’ in difensori del Dharma. Nelle danze Cham, questi spiriti vengono rappresentati in forma zoomorfa, spesso come leoni, lupi o cani del cielo, e sfilano in processione a protezione dei danzatori principali (Mahākāla, Yamantaka, ecc.).
La figura appartiene al mondo intermedio dei Btsan, spiriti rossi delle montagne e delle tempeste, spesso raffigurati come canidi o felini. Originariamente spiriti temuti, vennero assimilati al buddhismo come protettori irati. Se le maschere dei Dharmapāla mostrano la divinità in forma terrificante, qui è la natura stessa che si fa guardiana del tempio.


BIBLIOGRAFIA
Werner Forman, Jamba Rintschcen, Lamaistische Tanzmasken: Der Erlik-Tsam in der Mongolei, Koehler & Amelang, Lipsia 1967
Charles Farkas, Éva Szabó, Mongolian Tsam Masks, Museum of Ethnography, Budapest 1990
Gilles Béguin, Les Danses Masquées du Tibet, Éditions Findakly, Paris 1991
Richard J. Kohn, Lord of the Dance: The Mani Rimdu Festival in Tibet and Nepal, SUNY Press, Albany 2001

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