Scheda Tecnica

Vajra (Dorje) a cinque punte

Mongolia
fine sec XVIII
Denominazione
Vajra (Dorje) a cinque punte
Autore
Ignoto
Tipologia
n.d.
Datazione
fine sec XVIII
Area Geografica
Mongolia
Materiali e Tecnica
Bronzo dorato con patina d'uso
Dimensioni
cm 14 x 5
N. Inventario
FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2197

NOTE
Il Vajra (in tibetano Dorje) in bronzo dorato rappresenta lo strumento rituale per eccellenza del Buddhismo Vajrayana, letteralmente il “Veicolo del Diamante” o della “Folgore”. Insieme alla campana (Ghanta), il Vajra costituisce la coppia liturgica fondamentale: se la campana rappresenta la saggezza (femminile), il Vajra simboleggia il metodo e la compassione (maschile). La sua struttura ‘a diamante’ indica ciò che è indistruttibile e immutabile.
Loggetto è perfettamente simmetrico e ogni sua parte racchiude un preciso significato dottrinale.
Le Cinque Punte Da ogni lato, quattro punte ricurve si uniscono a una punta centrale dritta: rappresentano i Cinque Buddha della Saggezza e la trasformazione dei cinque veleni (odio, orgoglio, desiderio, gelosia, ignoranza) nelle rispettive cinque saggezze illuminate.
Il Mozzo Centrale Il centro sferico rappresenta la natura della realtà in sé, la vacuità (Shunyata) da cui tutto emerge. Presenta un piccolo foro o segno circolare centrale che indica lasse delluniverso.
I Fiori di Loto Le punte emergono da due basi a forma di loto a otto petali. Questi petali simboleggiano gli otto Bodhisattva e la purezza che sboccia dal fango del mondo fenomenico.
Il Makara Osservando attentamente la base delle quattro punte ricurve, si nota che queste emergono dalle fauci stilizzate di un Makara (la forza primordiale necessaria per rendere lo strumento efficace nel recidere lillusione).
Questo esemplare si distingue per unestetica solida e una patina dorata che ha assunto toni caldi e bruniti nei punti di maggior manipolazione. La doratura è ancora integra nelle zone protette tra i petali di loto, a testimonianza di una lavorazione di qualità superiore, tipica delle fonderie mongole che servivano i grandi monasteri. Le dimensioni lo rendono un oggetto perfettamente bilanciato per luso rituale prolungato, permettendo al Lama di impugnarlo con estrema agilità durante i complessi mudra delle cerimonie tantriche.


BIBLIOGRAFIA
Sushama Lohia, Lalitavajras Manual of Buddhist Iconography, Aditya Prakashan, Nuova Delhi 1994
John C. Huntington, Dina Bangdel, The Circle of Bliss: Buddhist Meditational Art, Serindia Publications, Chicago 2003
Dodrupchen Jigme Tenpé Nyima, On the Symbolism of the Vajra and Bell, (traduzione di Adam Pearcey), Lotsawa House, 2022 (testo originale del XIX secolo)

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