Kangling (Tromba rituale in osso)
- Denominazione
- Kangling (Tromba rituale in osso)
- Autore
- Ignoto
- Tipologia
- n.d.
- Datazione
- sec XIX
- Area Geografica
- Mongolia
- Materiali e Tecnica
- Femore (osso), pelle/cuoio, argento o lega metallica bianca, tessuto
- Dimensioni
- cm 38 x 8.5
- N. Inventario
- FSP/2023/AEt/CRB/CPA/2190
NOTE
La tromba rituale è un Kangling, uno degli strumenti più suggestivi e carichi di simbolismo del Buddhismo Vajrayana mongolo. A differenza degli strumenti in metallo, il Kangling è ricavato da ossa umane o di un animale di grossa taglia, incarnando i principi tantrici della transitorietà e del superamento dell’ego.
Lo strumento è ricavato da un femore meticolosamente lavorato. La parte terminale mostra i due condili dell’osso che fungono da cassa di risonanza naturale, parzialmente rivestiti in pelle per attutire e sigillare la struttura. Il fusto è avvolto in cuoio scuro, una tecnica che serve a prevenire le crepe nell’osso dovute alle variazioni di umidità e a migliorare l’impugnatura durante i lunghi rituali. Sono presenti due ampie fasce in metallo bianco (probabilmente argento o una lega argentata) finemente lavorate a sbalzo e traforo con motivi di nuvole stilizzate e volute vegetali; questi elementi non solo rinforzano le giunzioni ma elevano l’osso da reperto anatomico a oggetto liturgico prezioso. Un’estremità superiore presenta un inserto in tessuto rosso, tradizionalmente associato alla vitalità e alla protezione, che funge da protezione per l’imboccatura o come elemento decorativo cerimoniale.
Il Kangling è lo strumento principale del rituale Chöd (“recidere”), dove il praticante visualizza l’offerta del proprio corpo per recidere l’attaccamento all’Io. Il suo suono acuto e lamentoso è destinato a convocare le Dakini (divinità femminili della saggezza) e gli spiriti affamati. I motivi a nuvola sulle ghiere metalliche indicano che il suono emesso dallo strumento appartiene alla sfera del “cielo” o del mondo spirituale, trasformando il soffio umano in una vibrazione divina.
Buono lo stato di conservazione delle parti organiche e per la qualità delle cesellature metalliche.
BIBLIOGRAFIA
Ter Ellingson, The Mandala of Sound: Concepts and Sound Structures in Tibetan Ritual Music, University of Wisconsin, Madison 1979
Mireille Helffer, Mchod-rol: Les instruments de la musique tibétaine, CNRS Éditions, Paris 1994
Robert Beer, The Encyclopedia of Tibetan Symbols and Motifs, Shambhala Publications, Boston 1999