On line l'archivio digitale che integra i Fondi Carlo Belli di FSP, FMCR e MART
#Deposito e #Coproduzione. Finalmente accessibile, l’archivio digitale che riunisce i fondi intitolati all’intellettuale italiano. Il progetto è stato reso possibile grazie al sostegno finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio.
Storia archivistica
Alla metà degli anni ‘80 Carlo Belli incarica Elena Cavallo di catalogare e riordinare tutta la documentazione contenuta nel suo archivio, comprese le carte personali e la corrispondenza. Belli diresse questa delicata attività fornendo indicazioni puntuali. Consapevoli dell’importanza del fondo, Belli e la moglie accarezzarono il progetto di istituire una fondazione presso la loro villa romana del Casaletto, per mettere a disposizione degli studiosi il materiale.
Nel 1987 il Getty Center di Los Angeles si occupò della riproduzione in microfilm di una parte dei documenti.
Tramontata l’ipotesi della fondazione, i Belli cercarono un ente interessato all’acquisizione del fondo e presero contatti con l’Archivio di Stato e con la Provincia Autonoma di Trento, con cui fu finalizzato l’accordo. Il materiale venne portato dapprima al Palazzo delle Albere di Trento e successivamente trasferito a Rovereto, presso l’Archivio del ‘900 del Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.
Nel 2001 il Mart ha quindi acquistato la biblioteca di Carlo Belli che conta circa 6000 volumi comprendenti edizioni originali di opere di letteratura, musicologia, filosofia, cataloghi di mostre, pubblicazioni sulla cultura classica e in particolare sull’archeologia della Magna Grecia.
Il fondo si è ulteriormente accresciuto nel 2002 grazie alla donazione di Giuseppe Appella (carteggio fra Belli e il collezionista d’arte Pietro Feroldi) e a un ulteriore versamento di documenti avvenuto nel 2003 da parte della moglie di Carlo Belli, Paola Zingone (1911-2004): scritti, carteggi, materiale a stampa, partiture musicali e molti materiali relativi alla Magna Grecia), rimasto fino a quel momento presso la casa romana del Casaletto e fatto riordinare ad Elena Cavallo dopo la morte di Belli.
Ancora, il 31 gennaio 2013 Giuseppe Appella ha donato al Mart alcune altre lettere e lo scritto di Belli “I cento giorni” .
Nel frattempo il collezionista trentino Giannantonio Morghen acquistava a più riprese altre parti di materiali – tra il 1999 e il 2004 da Paola Zingone, successivamente dagli eredi di lei – in occasione delle fasi di sgombero della villa del Casaletto: insieme alle grandi opere pittoriche e ai disegni, anche materiale documentario (manoscritti, blocchi di appunti, diari di viaggio, cartoline postali, lettere, fotografie, spartiti, materiali pubblicitari; e pure gli originali microfilm dell’intero archivio Carlo Belli realizzati dal Paul Getty Museum).
I suddetti lotti, posti in vendita nel 2005 dal collezionista trentino, vengono acquistati da Sergio Poggianella (allora titolare della Galleria Transarte di Rovereto) e poi versati alla costituenda Fondazione Sergio Poggianella, già in possesso di opere grafiche e pittoriche di Belli: questo per evitarne la frammentazione o, peggio, la dispersione.
Quando, tra il 2011 e il 2012, il Comune di Rovereto istituisce la Fondazione Museo Civico di Rovereto – trasformando l’ente in una fondazione di diritto privato, che eredita la gestione e la missione dello storico museo – la Fondazione Sergio Poggianella viene accolta come socio fondatore versando, a corrispettivo delle quote sociali previste, un nucleo di opere pittoriche di Carlo Belli (perizia di Maurizio Scudiero presso il Tribunale di Rovereto).
Ed è alla luce di questo evento che la Fondazione Sergio Poggianella, tra il 2013 e il 2014, si determina a perfezionare presso la Fondazione Museo Civico di Rovereto anche il deposito del proprio Fondo Carlo Belli (inclusivo di un inventario di consistenza).
Quanto contenuto nell’archivio digitale ad oggi, è conservato a Rovereto in parte presso la Fondazione Museo Civico di Rovereto (fondi dalla FSP e dalla FMCR) e in parte presso l’Archivio del ‘900 (MART).
L’archivio è consultabile sul sito della FMCR Fondazione Museo Civico di Rovereto.