(Di)Segno in Segno. Prampolini alla galleria Pantaleone
#Coproduzione. Martedì 21 ottobre, alle ore 17.00, presso la galleria FPAC Francesco Pantaleone Arte Contemporanea di Palermo, inaugura “(DI)SEGNO IN SEGNO. Enrico Prampolini. Opere e Taccuini 1915-1955”: in mostra la collezione degli Eredi Prampolini in deposito presso la Fondazione Sergio Poggianella.
Dopo i recenti lavori di restauro, la Galleria Francesco Pantaleone a Palermo si arricchisce di un nuovo ambiente espositivo destinato a progetti speciali.
Nasce come estensione naturale della galleria principale: un luogo più intimo, pensato per accogliere proposte agili e sperimentali, in cui si alterneranno artisti storicizzati e giovanissimi autori. Le mostre qui ospitate dialogheranno con le esposizioni in corso nella galleria, creando una continuità di sguardi, tempi e linguaggi che riflettono lo spirito di ricerca di FPAC.
Il nuovo spazio viene inaugurato con una mostra dedicata a Enrico Prampolini, figura chiave dell’avanguardia italiana del Novecento, grazie alla collaborazione con la FSP che custodisce il deposito delle opere provenienti dagli Eredi Prampolini, Anita e Massimo.
“Prampolini e l’Arte come movimento fluido” di Sergio Poggianella
(sinossi da “(Di)segno in segno. Enrico Prampolini. Opere e Taccuini 1915-1955”, FSP Edizioni, 2025)
Senza ombra di dubbio, oggi e a distanza di cinquant’anni dall’apertura della Galleria Fonte d’Abisso a Modena e a Milano, posso affermare che per me, tra le generazioni di artisti avvicendatesi tra gli anni Dieci del Futurismo e gli anni Cinquanta dell’Astrattismo, Prampolini è il testimone più antiaccademico, eclettico, visionario, estroverso, attento, innovatore e sperimentatore. Il più appassionato. E con altrettanta certezza, dalla prospettiva di chi ha avuto il privilegio di “maneggiare” anche grandi capolavori di quegli anni, penso che la produzione “preparatoria” dell’opera (gli sketchbooks con schizzi, bozzetti e progetti) sia materiale potente perché, più dell’opera fatta e finita, permette l’esplorazione del processo creativo attraverso le variazioni sui temi compositivi e gli aspetti formali.
Il fondo che qui presentiamo, di cui fanno parte in prevalenza i disegni dalle pagine dei taccuini di piccole dimensioni insieme ad alcune opere di grande formato, con alcuni inediti, sono una sorta di “zibaldone” che di Prampolini restituisce gli interessi e le pratiche della sua arte: dalla tempera de La ruota del 1915 e dal bozzetto di una Coreografia di Isadora Duncan del 1926; passando per i bozzetti delle copertine di riviste degli anni Quaranta; o dell’olio su tavola con Figura al mare del 1945 che si accende dei colori dei soggiorni capresi; fino alle grandi composizioni astratte polimateriche degli anni Cinquanta con Apparizione Cosmica e Composizione geoplastica. Ma anche della sua passione per il teatro: in rassegna, gli studi scenografici per L’Alba di Don Giovanni di Casavola del 1932, La finestrina di Alfieri del 1937, La Sonnambula di Rossini e Bolero di Ravel del 1942, El Retablo di De Falla del 1952.
La linea del disegno che fluttua sulla carta o sulla tela, nel controcanto dei frammenti dei suoi scritti, testimonia la grande curiosità e apertura di Prampolini verso le correnti artistiche che attraversarono la prima metà del Novecento e che confluirono nelle Avanguardie. Del resto, nella sua concezione, l’Arte è movimento fluido, ricerca costante, e l’Artista colui che accoglie e reinterpreta le sollecitazioni del contesto in cui vive.
Palermo, settembre 2025
La mostra
(DI)SEGNO IN SEGNO
Enrico Prampolini. Opere e Taccuini 1915–1955
22.10.25 – 31.12.25
Galleria FPAC Francesco Pantaleone Arte Contemporanea
Via Vittorio Emanuele, 303 – 90133 PalermoOrari: Mar – Sab 10-13 e 15-19
Ingresso: libero e gratuitoInfo: + 39 091 332482