La collezione di Feltri della FSP, a Lugano per una grande mostra a loro dedicata
#Deposito. Allo start il 1° marzo al MUSEC di Lugano la mostra “NAMAD. L’antica arte del feltro in Iran e Asia centrale” in cui esita il deposito a lungo termine della collezione di Feltri della FSP e un progetto di ricerca internazionale durato un triennio. Creati con una tecnica antichissima, i feltri sorprendono per i magnifici motivi ornamentali, a metà strada fra il linguaggio figurativo e quello simbolico.
ll feltro (namad, in farsi) accompagna da millenni la vita dei nomadi di una vasta area geografica, che comprende il Turkmenistan, l’Iran, l’Uzbekistan, il Kazakistan, il Kirghizistan e l’Afghanistan.
Se ne trovano tracce nelle cronache di Marco Polo, ma in Occidente i feltri sono rimasti a lungo nell’ombra. È sulla scia dell’attrazione delle Avanguardie per le cosiddette arti «primitive» che il carattere arcaico e misterioso dei motivi ornamentali dei feltri ha risvegliato l’interesse di artisti e collezionisti.
L’accurata ricerca del MUSEC porta alla luce la complessità che caratterizza sia gli splendidi manufatti sia le culture che li hanno prodotti.
Allestita nello Spazio Cielo al terzo piano di Villa Malpensata e curata da Imogen Heitmann, l’esposizione «Namad», offre al visitatore l’occasione unica di scoprire sedici opere di grandi dimensioni, tra feltri, tessuti ricamati ed elementi di tenda tradizionale (iurta): tutte testimonianze di quanto il feltro sia stato di fondamentale importanza per la vita delle popolazioni dell’Iran e dell’Asia centrale. Le opere esposte sono state selezionate tra quelle raccolte da Sergio Poggianella, gallerista ed esperto d’arte, nonché Presidente della omonima Fondazione di Rovereto; quaranta dei suoi feltri appartengono ora alle collezioni permanenti del MUSEC.
Una tecnica «semplice», ma complessa
Una leggenda tramandata in Iran tra i produttori di feltro racconta che il figlio pastore di Hazrat Suleiman (Re Salomone) aveva cercato, senza riuscirci, di usare fiocchi di lana di pecora per produrre una stoffa non tessuta. Picchiò la lana, piangendoci sopra calde lacrime, e l’azione di battere la lana inumidita trasformò i fiocchi in stoffa. Oggi, questo pastore è ancora il santo patrono dei produttori di feltro nel Nord dell’Iran. Uno degli aspetti più distintivi del feltro è proprio la sua tecnica di lavorazione. A differenza dei tessuti o dei tappeti intrecciati e annodati, esso si ottiene selezionando, pulendo e «assemblando» le fibre di lana attraverso il processo della follatura. La tecnica fa affidamento alle proprietà fisiche, chimiche e meccaniche della lana naturale, grazie anche a una serie di movimenti, fasi e tecniche specifiche che permettono la produzione di opere di diversi generi e stili. Proprio perché così immediata e di facile fattura, alcuni studiosi ritengono che si tratti di una delle forme più remote di stoffe mai create dall’uomo.
I motivi del feltro: tracce dalla Persia medievale
I feltri mostrano l’esistenza di una varietà di tecniche e di una varietà iconografica. I loro motivi decorativi compongono un universo codificato di segni stilizzati di difficile interpretazione, condiviso da più gruppi all’interno di grandi aree geografiche e diffuso anche su numerosi altri supporti. In tal senso, particolarmente rilevanti sono le miniature persiane di epoca medievale, create a seguito di un momento storico di grande rilievo: nel corso del XIII secolo i mongoli – inizialmente sotto la guida di Genghis Khan – occuparono l’Asia centrale integrando i vari popoli turchi della regione. All’apice della sua estensione l’impero, che era il più vasto del globo, copriva gran parte dei territori dall’Asia e dell’Europa orientale. I grandi capi turco-mongoli fecero realizzare opere letterarie e illustrate della storia contemporanea in cui figurano le tradizionali tende di feltro e i relativi arredi. I disegni permettono da un lato di capire come apparissero i feltri di una volta, e dall’altro di osservare il lavoro di fantasia dei miniaturisti. Sebbene sia infatti altamente improbabile che i feltri fossero interamente ricoperti di ricami d’oro, essi erano indubbiamente un elemento fondamentale della cultura materiale dell’Asia centrale.
La mostra
NAMAD
L’ANTICA ARTE DEL FELTRO IN IRAN E ASIA CENTRALE
a cura di Imogen Heitmann
01.03.21 – 03.10.21
MUSEC Museo delle Culture
Villa Malpensata / Spazio Cielo
Riva Antonio Caccia 5, 6900 Lugano (Svizzera)Orari: Lun/Mer/Gio/Ven 11.00–18.00 – Sab/Dom/Festivi 10.00-18.00
Ingresso: Intero CHF 15 -Ridotto CHF 10
Info e prenotazioni: +41 (0)58 8666960 oppure info@musec.ch
Il catalogo
editore Fondazione Cultura e Musei
collana Antropunti (14)
a cura di Imogen Heitmann
prefazione di Francesco Paolo Campione
anno di pubblicazione 2021
pagine 303
formato17x21
copertina flessibile
lingua Italiano
ISBN-10 1280443144
ISBN-13 979-1280443144
CHF 30.00