La donazione dei “Pupi di zucchero” al Museo Pitrè

#Donazione. Giovedì 23 ottobre, alle ore 11.00, al Museo etnografico siciliano “Giuseppe Pitrè” si svolgerà l’inaugurazione della mostra “PUPI DI ZUCCHERO” dedicata alla donazione della Collezione Raffa, un tesoro unico offerto dalla Fondazione Sergio Poggianella.

Il Museo Pitrè presenta al pubblico la donazione, da parte della Fondazione Sergio Poggianella, della Collezione Raffa, composta da rari esemplari di pupi di zucchero di soggetto religioso, tre calchi in gesso per esemplari di grandi dimensioni e un eccezionale corpus di documenti fotografici e video che raccontano i processi di lavorazione e i momenti comunitari legati alla Festa dei Morti a Palermo.
Questi materiali sono stati recuperati e realizzati nell’ambito di una ricerca internazionale condotta dall’etnologa francese Christine Armengaud con l’architetto e fotografo Pier Paolo Raffa tra il 1999 e il 2005, commissionata dal Suiker Museum di Tienen (Belgio).
Partita dalla Sicilia, la ricerca si è estesa ad altri contesti culturali (Messico, Egitto, India, Tunisia).
Attraverso differenti adattamenti e allestimenti, la suddetta collezione é stata già presentata presso alcune prestigiose sedi museali in Israele (Etnographic Museum, Tel Aviv 2004), in Francia (MIAM, Musèe National des Arts Modestes, Sétes 2005), in Belgio (Suiker Museum, Tienen, 2005), in Italia (Museo Internazionale delle Marionette “Antonio Pasqualino”, Palermo 2013).
La Collezione Raffa, recentemente oggetto di trattativa da parte di un museo francese, è stata acquistata dalla Fondazione Sergio Poggianella per farne dono al Museo Pitrè di Palermo, la sede ritenuta più opportuna per la conservazione e la messa in valore di un patrimonio materiale e immateriale riferito alla tradizione dolciaria siciliana e alla Festa dei Morti a cui si lega.

Una raccolta straordinaria di rari esemplari di pupi di zucchero con i relativi calchi in gesso, affiancata da un corpus eccezionale di fotografie e video che raccontano le tradizioni, i volti e i gesti di una Palermo che vive nella memoria e nel cuore della sua comunità:

  • 22 pupi di zucchero, provenienti da laboratori palermitani Rosciglione e Bonadolci, tra cui rari esemplari di soggetto religioso
  • 3 stampi in gesso degli anni Cinquanta per la riproduzione di esemplari di grande dimensione, dal laboratorio Rosciglione
  • 100 immagini fotografiche sia a colori che in B/N che documentano le fasi di produzione e decorazione dei Pupi di Zucchero, nonché la Fiera dei Morti a Palermo
  • 3 video
La “Festa dei Morti” di Andrea Camilleri

(da Racconti quotidiani, Mondadori, 2001)

Nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari.
Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio.
Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto. Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa. Mai più riproverò il batticuore della trovatura quando sopra un armadio o darrè una porta scoprivo il cesto stracolmo. I giocattoli erano trenini di latta, automobiline di legno, bambole di pezza, cubi di legno che formavano paesaggi ()
I dolci erano quelli rituali, detti “dei morti”: marzapane modellato e dipinto da sembrare frutta, “rami di meli” fatti di farina e miele, “mustazzola” di vino cotto e altre delizie come viscotti regina, tetù, carcagnette. Non mancava mai il pupo di zucchero che in genere raffigurava un bersagliere e con la tromba in bocca o una coloratissima ballerina in un passo di danza.
A un certo momento della matinata, pettinati e col vestito in ordine, andavamo con la famiglia al camposanto a salutare e a ringraziare i morti. ()
Insomma il 2 di novembre ricambiavamo la visita che i morti ci avevano fatto il giorno avanti: non era un rito, ma un’affettuosa consuetudine.

La mostra

PUPI DI ZUCCHERO
La donazione della Collezione Raffa dalla FSP al Museo Pitrè
23.10.25 – 2.11.25 (prorogata fino al 15 novembre 2025)
Museo Etnografico Siciliano “Giuseppe Pitrè”
Viale Duca degli Abruzzi, 1 90146 Palermo

Orari: Tutti i giorni 9:00 -18:30
Ingresso: libero e gratuito
Info: 091 740 9008

www.museopitre.comune.palermo.it
www.fondazionesergiopoggianella.org

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