"R comme Routes", il secondo volume della trilogia "Collection Soyeuse"
#Frescodistampa. Seconda tappa del progetto editoriale ed espositivo ideato da Isabelle Moulin, che coinvolge tra i partner la FSP, unico soggetto italiano, insieme a Musée des Confluences, Hermès Paris, La Martinière Diderot, Nouvel Institut Franco Chinois, Unitex, Inter Soie France, Ville de Lyon, Grand Lyon la Metropole, Vaulx en Velin .
Il secondo tomo di Collection Soyeuse. Abécédaire libre d’un monde en soie abbandona il Giappone e focalizza il suo tema principale sulla Cina, pur mantenendo la seta come filo narrativo di connessioni culturali e geografiche. E qui la lettera R srotola il mito – e la storia – delle Route(s) de la Soie, ossia quelle reti di traffici, scambi e ibridazioni che hanno disseminato tessuti, idee e simboli dal Pacifico all’Europa.
L’approccio è dichiaratamente ibrido: non un saggio accademico ordinato, ma una sorta di mosaico di voci visive, tecniche e critiche che invitano a leggere la seta come paesaggio.
La struttura abécédaire – libre riflette il carattere stesso delle vie della seta, fatte di deviazioni e ritorni.
Le collaborazioni con istituzioni e artisti (già presenti nel primo volume) conferiscono spessore e sana coralità al progetto.
La selezione di contributi visivi è ricca, molteplice e affida al lettore il compito di tessere significati.
Il testo si rivolge a chi ama la seta non solo come fibra ma come lente critica sulle “routes” dell’umano.
Forse non banalmente leggibile come un libro di storia, R comme ROUTES è un invito ad avventurarsi, con curiosità e scetticismo, nei lunghi intrecci delle culture “connesse” dalle pratiche legate alla seta. Un’opera per chi non teme di uscire da percorsi narrativi lineari.
Isabelle Moulin
Isabelle Moulin proviene da un’antica famiglia lionese di mercanti di seta e artisti. I suoi studi in Haute Couture le hanno permesso di lavorare per circa dieci anni, tra gli altri, a fianco di Lolita Lempicka e per la Maison Lanvin. Gradualmente, ha iniziato a lavorare nel teatro, nella danza e nell’opera, dove le sono stati affidati costumi e scenografie. Attraverso questo percorso ha avuto accesso alla museografia, che ora unisce alla sua formazione iniziale specializzandosi nei settori della seta, dei tessuti e del patrimonio industriale.
Nel 2011 ha creato Silk me Back, un’iniziativa che fonde strettamente tradizione ed espressione contemporanea, combinando prospettive scientifiche, tecniche e artistiche sul tema della seta e dei tessuti.
Parallelamente alla sua ricerca, Isabelle Moulin torna all’artigianato, sviluppando il suo approccio artistico e creando opere narrative che raccontano ed esplorano, a modo suo, queste nuove Vie della Seta con le loro declinazioni contemporanee e future.
Silk me Back
SILK ME BACK giuridicamente è un’associazione di cui Isabelle Moulin è presidente e direttrice artistica. Ma più che una struttura fisica e amministrativa, SILK ME BACK intende esprimere un approccio artistico, ovvero un processo culturale che collega molteplici espressioni contemporanee attorno al tema della seta.
Iniziato a seguito degli eventi di Fukushima Dai–ichi – il disastro nucleare dell’11 marzo 2011, innescato da un terremoto di magnitudo 9.0, e il successivo devastante tsunami che ha colpito la costa giapponese – questo approccio ha permesso di esplorare per la prima volta i legami di seta tra la Francia e il Giappone, attraverso un progetto di ricerca durato tre anni.
“Al momento della tragedia – ha raccontato Isabelle Moulin – mi sono ricordata del ruolo molto importante che i giapponesi avevano svolto nei nostri confronti, salvandoci dalla bancarotta nel XIX secolo durante l’epidemia di Pébrine. Ho pensato che fosse normale ricambiare il favore”.
Così SILK ME BACK, nella sua missione di sostegno al popolo giapponese, viene presentato al grande pubblico nel 2011, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, presso la fabbrica TASE, luogo emblematico del patrimonio industriale tessile della regione Rodano–Alpi: primo step, la creazione di una collezione di Kimono che vede protagonisti una ventina di artisti contemporanei e le grandi case produttrici della Seta.
Questa collezione fa prima un tour espositivo – Musée des Tissus de Lyon, Fondation Bullukian, Soieries Bonnet, Galerie de Nesle – e viene poi venduta all’asta. I proventi di questa vendita vengono personalmente consegnati al popolo giapponese, in occasione di un viaggio – a due anni dal disastro – interamente finanziato dalla Regione Rodano-Alpi, dalla Fondazione Sasakawa e da Air France, come documenta il film Silk me Back in Japan.
Allestito quindi inizialmente come un blog personale, SILK ME BACK è diventato uno “strumento attivo” che mira a far dialogare il patrimonio con le espressioni contemporanee “perché il patrimonio non deve rimanere lettera morta, in scatole o in formaldeide”. In questo contesto viene avviato, tra gli altri, il progetto della trilogia Collection Soyeuse. Abécédaire libre d’un monde en soie.
Il libro
COLLECTION SOYEUSE. Abécédaire libre d’un monde en soie (vol.II)
“R” COMME “ROUTES”
direzione artistica ed editoriale di Isabelle Moulin (Silk me Back)
ideazione e realizzazione grafica di Jérome Granjon (Pupik, atelier graphique)
fotografie di V. Ohanian, S. Rambaud
illustrato a colori
Editions Silk me Back
stampato presso EBS Editoriale Bortolazzi Stei, Verona (Italia)
novembre 2017
tiratura limitata a 1300 esemplari
edizione pregiata con copertina rigida e rivestita in tessuto
lingua francese
272 pagine
ISBN-10 2955720912
ISBN-13 978-2955720912
cm 19 × 22
euro 45il volume è acquistabile sul sito di Silk me Back